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Antologia di racconti erotici (ebook)
12 Racconti Erotici di Luciana Cameli, Romeo Sanna, Daniela Rindi, Kristalia Conti, Cristiana Danila Formetta, Alemar, Cristiana Longhi, Cristina Origone, XLater, Ermione e Fausto Rampazzo, Valeria Ferracuti e Tinta. Il ricavato delle vendite di questo ebook sarà devoluto alle iniziative e eventi dell'Associazione Nazionale Erotica "Erotic Search". www.eroticsearch.eu
L’antologia si può acquistare a 3 eu su www.compraebook.it

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Virus 71

COME TI RICICLO L’EX – Una presentazione di “Virus 71†di Chiara Daino

«I’ve had so many men in my life
that I think the FBI should come to me
when they want to compare fingerprints»
[Mae West]

Virus_71_di_Chiara_Daino_-_copertinaProgetto di Arte che sposa l’Ecologia. E l’Amico le chiese: «hai materiale da riciclare?». E la Dama rispose: «una schiera di ex!». E l’Amico precisò: «materiale inorganico!». E la Dama confermò: «una schiera di ex!».
Così rampollò – Virus 71 – raccolto e rilegato per un sano approccio che consenta un ancor più sano: riciclaggio. And Dama laughs. E più che un sorriso è una smorfia [napoletana! E 71 è l'Ommo 'e Merda e se il letame è letame, non solo si ricicla, ma si rivaluta: nel materiale organico che concima – un terreno acido e un testo fertile].
E si traveste da poeta per coprire un’attività meno losca di quella del poeta: convertire in bellezza. Potere che la parola può. La catastrofe: capovolge. E non sempre è un male. Ribaltare una situazione, a volte, è riuscire a sconvolgere l’ordine prestabilito: è l’umana comoedia. È quel materiale umano/disumano/inumano che diventa: materia scrittoria. E chi non nasconde il *cadavere squisito* di almeno un ex, di almeno una ex? Quando poi ne hai armadi pieni e letti invasi, cassetti obesi e ricordi decisi: perché non cantare di tutti gli *amori scortesi*?

E per la prefazione di Ottonieri, e dalla prefazione di Ottonieri: «Una bocca che si offre, dalla bocca alla faringe, come macchina da guerra. Risonante cassa, macchina di risonanza. Nella pronunzia frontale. Rullo compressore del verbo, e parole a rincorrersi nel peso ferreo d'una velocità multiversa (lingua che scorre a multiple velocità salendo la corrente delle salive i suoi sali secreti); ingranaggio di sillabe in furia nel moto della deglutizione. È questa la fortezza verbale (irta purezza virale) di Daino, il velluto rovente ruvido di Daino, poesia armata contro se stessa (contro contro ogni inganno che il decoro della parola è in grado di operare) - anti/poesia in purezza strappata coi denti brano a brano, a bruciare il suo tempo: e centimetro su centimetro a conquistare spazi, a saturare ogni spazio, costi quel che costi, in cumuli d'anniluce. E se il costo è monta di marea se è il magma che travolge il discorso (fattosi carico del coacervo dei discorsi) nel diramarsi metastatico dei sensi del Senso, se è ribollìo se è lava che trascina le ispide arborescenze dal dire disseminate lungo i pendìi, allora significa che qui è l'unico costo possibile, o forse anzi, che è il costo necessario. […] Nella purità virale, che è solamente sua, l'Arco di Daino resta solo a popolare il linguaggio in numerose parti, quando le pareti crollano e l'alter, il maschio (per antonomasia, settantuno: l'ommemmerda delle carte della cabbalà sudista), si squaglia flaccido senza più frecce nel pallore d'un ultimo fuoco irredimibilmente affetto; e si sgonfia sconcertato in un talamo di accenti aguzzi come spine. E lei diretta e sola, nel centro aperto della scena, come un'armata che si sia data il compito (effetto Matrix) d'affrontare il deserto delle tenebre, per illuminarlo della lucentezza delle sue corazze di titanio, delle sue spade da jedi reduce da un pianeta esploso. E metallo allora come làmina vibrante, teso Arco a rimandare onde sensibili di Suono; una carne flessibile di schegge, ad ammassarsi in velocità di luce, strato su strato per erigere un muro elastico di Suono, un vibrare acuminato di cristalli, in tensione sull'assordante frastuono del Nulla.
(Poesia, a rigori, incommentabile (almeno da fuori) questa di Chiara, perché diritta/diretta – come lama, tagliente lama tempestata di pietre - estroflessa autoanalitica testimoniale provvista di corazze d'impossibile autocommento…)
Mastica-e-sputa, non potrà che essere (anoressia pantagruelica) il suggello di questa cannibalesca difesa dall'universo svuotamento. – Che è poi nulla di meno che desertificazione definitiva della Carne.- In elfica leggerezza di Daino, è il colpo estremo di glottide, tirato per non lasciarsi soffocare dalla monta irreversibile del male: quel che pure bisogna risalire (sa bene Daino) per ritrovare, contaminati e incorrotti, il bandolo d'una qualsiasi salvazione. – Salvazione nella vita del linguaggio; salvazione del medesimo linguaggio, da assimilare tutto intero e molteplicemente in ogni piega, per via di discipline estreme tutte ancora e sempre da inventare […]».

E se nell’inventare si radica la radice prima, quella etimologica, la nuova essenza che raggiunge: è un istanza, è la coerenza di chi *rifiuta*! Qualsiasi etica sociale: non le appartiene. Le dicotomie in atto [e in atto coercitivo] sono solo catene. La libertà è scelta e si sceglie da sola – la scala di condotta: evita qualsiasi etichetta! Perché chi abita l’ossimoro dell’ossimoro: è chi non ha paura. Di essere. Il glifo del segno, la tensione degli opposti e, tra Circe e Calcutta, continua: nel bene e nel male che si vive per come si sente – l’attributo «mia». Musica, maestro! Ti ho detto mai di quella Armonia che è figlia di Ares e Afrodite? Pensate pure come la società vi impone – lei se la ride, soffiando via il brutto in bellissime bolle di sapone…


una presentazione di
â€Virus 71â€
di Chiara Daino

Prefazione:
Tommaso Ottonieri
Collana:
Yakamoz
ISBN:
978-88-6104-049-6
Pagine:
128
Formato:
cm 12x16,5
Veste editoriale:
Cucito e brossurato
Data di uscita:
17 Maggio 2010
Prezzo:
€ 10,00

«When I'm good, I'm very good.
But when I'm bad I'm better»
[Mae West]

_______


“VIRUS 71†di Chiara Daino
Recensione di Daniele Assereto
Il passato torna sempre.
È questo che insegnano i libri di storia, anche se sono oramai un ricordo sopito nella memoria di anni perduti dietro uno squallido banco scolastico. È a questo che la memoria e lo studio dovrebbero mirare, quando si decide di dedicare l'esistenza al miglioramento di noi stessi. È questo che alcuni temono più della falce che sappiamo presto o tardi cadrà dal cielo privandoci di tutte le piccole certezze quotidiane. Il passato torna sempre. C'è chi lo evita, chi lo teme, chi lo sa affrontare, chi ne ride con disprezzo, chi lo ignora fino a quell'istante in cui sarà troppo tardi per tornare indietro. C'è chi alza le spalle nella convinzione di poter crescere anche senza imparare, quando invece decresce fino a quella retta orizzontale il cui limite ultimo è la dissolvenza eterna. C'è chi lo ammira al punto tale da impedire al proprio corpo di andare avanti, oramai perso nelle illusioni che quello che è passato non ritornerà e nella convinzione che i magici momenti svaniti sono il massimo a cui potrà mai giungere. C'è chi lo patisce, chi lo vorrebbe dimenticare, chi lo chiama amico e assolutore.
E poi c'è chi al passato dedica un libro.

Prendete una persona che vi ha segnato nel profondo, e confinatela in una pagina bianca. Prendete una persona che vi ha lasciato cicatrici indelebili, che non svaniranno come per incanto al sorgere della luna nuova. Prendete una persona che si colma talmente di boria per il solo essere stata, e iniziate a sillabarla. Lettera dopo lettera, frase dopo frase, le parole andranno a comporre versi che cadranno come incudini su quel passato che non si può e non si deve cancellare, su quel passato che torna sempre ma che ha avuto il solo fine di renderci quello che siamo adesso, e che quindi al suo comparire nuovamente non si troverà di fronte il medesimo carattere di qualche anno fa. Non guarderà negli occhi il piacere di un ricordo, ma il dolore di una sconfitta, il panico di un tempo perfetto che ha oramai cessato di esistere.


Ogni parola scritta su quelle pagine bianche, oramai divenute a colori grazie alla sofferenza e al sangue che trasudano, ogni parola avrà allo stesso tempo lo scopo di redimere e di accusare, di perdonare e di maledire, avrà lo scopo semplicemente di raccontare. Raccontare quello che è stato, raccontare ogni singola goccia di sofferenza svanita, raccontare la merda che. La merda che come un virus è dilagata e ha cercato di contaminare, la merda che come un morbo ha provato a rilassarsi su corpi e coscienze. La merda che è ovunque, in ciascuno di noi, anche quando non ce ne rendiamo conto e ci assolviamo dai nostri più intimi peccati. Ogni parola scritta su quelle pagine bianche avrà le fattezze di una poesia il cui destinatario è soltanto una sigla nelle sabbie del tempo perverso, una sigla che sigilla il mai più al ben più fragile caso. Ogni parola scritta su quelle pagine bianche non sarà altro che un modo per ricordarci ancora, e sempre, quello a cui siamo sopravvissuti, quello che ci ha resi più resistenti, quello che non possiamo ringraziare per tutti i marchi nella carne che ci accompagneranno per sempre.


Il passato torna sempre. E Chiara Daino l'ha attaccato al muro.

Daniele Assereto
http://www.pazuzu.it/

365 MODI DI PARLARE DI SESSO

365 racconti selezionati su oltre 3000 che hanno partecipato a un’affascinante kermesse letteraria durata quasi un anno.

365Un’antologia assolutamente da non perdere, per trascorrere ogni giorno dell’anno in compagnia di un racconto dai risvolti imprevedibili.

Contiene, fra gli altri, racconti di:
Alan D. Altieri
Barbara Baraldi
Patrizia Debicke
Stefano Di Marino
Jacopo Fo
Giulio Leoni
Mauro Marcialis
Valeria Montaldi
Raul Montanari
Gianfranco Nerozzi
Ben Pastor
Claudia Salvatori
Cecilia Scerbanenco
Alda Teodorani
Paolo Di Crescenzo

 

Editore: Delos Books
Collana: Atlantide
Pagine: 372
Uscita: 15 giugno 2010
Prezzo: 14,90

Scrittori liguri presenti nell’antologia:

Claudia Alpa
Antonella Anzalone
Alessandro Barbini
Dante Bernamonti
Paolo Campana
Simone Carabba
Lara Carlini
Alessandro Falco
Annamaria Fassio
Francesca Galleano
Antonio Lusci
Erika Muscarella
Andrea Novelli
Cristina Origone
Roberto Paris
Laura Poletti
Laura Rossi
Alessandra Spagnolo
Gianfranco Staltari
 Maria Teresa Valle
Gianpaolo Zarini


Le biografie di tutti gli autori le potete trovare qui: http://www.writersmagazine.it/forum/viewtopic.php?t=7509

Ambigue Utopie

Ambigue Utopie
19 racconti di fantaresistenza
Editore: Bietti
www.edizionibetti.it


Il libro

Con toni diversi che vanno dal divertissement alla satira, dalla tragicommedia al dramma, 19 scrittori italiani di fantascienza ambientano i loro racconti nei luoghi più disparati (nell'Italia di un futuro molto prossimo o di uno più remoto, in un presente alternativo, nello spazio, nell'Unione Sovietica degli anni Venti...) e riescono a confezionare trame intriganti e atmosfere avvincenti, senza perdere di vista l'argomento della raccolta: una riflessione sul Potere.

Venerdì 11 giugno alle ore 18:00 presentazione del libro presso la libreria Books in the casba.  Intervengono Gian Filippo Pizzo (curatore) e gli autori Milena Debenedetti, Domenico Gallo, Alessandro Vietti.
 

ambigue_utopie

Gli Autori

Gian Filippo Pizzo (Palermo, 1951) è laureato in Scienze politiche internazionali ma lavora come funzionario di biblioteca presso l’Universitàdi Firenze. Si occupa di fantascienza e fantastico da trentacinque anni e in quest’ambito ha pubblicato racconti, poesie, recensioni, articoli e saggi, vincendo dei premi sia per l’attività saggistica che per quella narrativa (tradotta in parte anche all’estero). Dal 1986 tiene una rubrica fissa di fantascienza sul mensile Il giornale dei misteri. Ha pubblicato un corposo Dizionario dei personaggi fantastici (con R. Chiavini, Gremese 1996). Negli ultimi anni si è occupato prevalentemente di cinema, pubblicando con Roberto Chiavini e Michele Tetro Il grande cinema di fantascienza (2 v., Gremese 2001-2003), Il grande cinema fantasy (Gremese 2004), Contact! Tutti i film sugli alieni (Tedeschi 2006).

Milena Debenedetti (Albissola Superiore, Savona, 1957), chimica, ha lavorato come ricercatrice e attualmente si occupa di redazione testi e collaborazione con siti giornalistici web e associazioni di volontariato politico. È sposata e ha una figlia. I suoi racconti, di genere fantastico e fantascientifico, sono stati spesso finalisti o vincitori in vari premi letterari,
come il Courmayeur, il Cristalli Sognanti, l’Alien, il Lovecraft, il Premio Italia, il Galassia città di Piacenza, per poi esser pubblicati in rete o in antologie di autori vari, per la Keltia editrice, la Garden editoriale, per Delosbooks, su Alia di LibriNuovi, su Strane Storie della Pavesio, per Dario Flaccovio in una raccolta al femminile. Un suo romanzo di fantascienza è arrivato due volte in finale al Premio Urania. Nel 2006 è uscito per Delosbooks il romanzo fantasy Il dominio della Regola, vincitore del Premio Italia l’anno seguente, e nel 2009, sempre per Delosbooks, il seguito: I maghi degli elementi.

Domenico Gallo, fisico e studioso del rapporto tra società, scienza e tecnologia, ha attraversato le lotte politiche degli anni Settanta pensando che la fantascienza, come il comunismo, fossero i movimenti reali che abolivano lo stato di cose presente. Il suo problema è che continua a pensarlo... Scrittore prolifico, ha pubblicato alcuni racconti fortemente
legati ai temi della globalizzazione, vincendo qualche premio italiano. Con Antonio Caronia ha pubblicato Houdini e Faust – Storia del Cyberpunk e La macchina della paranoia, un lungo saggio dedicato alle opere di Philip Dick. Recensisce per Pulp Libri ed è uno degli autori della parodia Il ritorno del Signore dei Tranelli.

Alessandro Vietti, ingegnere elettrotecnico, vive e lavora a Genova nel settore delle energie alternative, e nel resto del tempo si occupa di divulgazione scientifica e narrativa. Suoi articoli sono apparsi anche sulla rivista Robot e sui mensili scientifici Coelum, L’Astronomia e Le Stelle. Nelle vesti di scrittore ha pubblicato diversi racconti e due romanzi entrambi con l’Editrice Nord: Cyberworld nel 1996 (vincitore del Premio Cosmo 1995) e Il codice  dell’invasore nel 1999.

Books in the Casba
Via di Pré 137-139r
Genova
tel. 010 4033027
email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
web: http://www.booksinthecasba.com
Per raggiungerci:
da via Balbi, imbocca il passaggio a Piazza Truogoli di Santa Brigida fino a Via di Pré (subito a dx);
da via Gramsci, davanti all'ingresso del Museo Galata, vai su per Vico Dora fino a Via di Pré (subito a sx).

L'abuso pubblico della storia di Aldo Giannuli

L'abuso pubblico della storia - Come e perché il potere politico falsifica il passato
di Aldo Giannuli
Guanda

L’autore presenta il libro a Savona martedì 1 giugno alle ore 18:00  presso la Libreria Ubik, Corso Italia 116r (info: 019/8386659 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )
Partecipa Franco Astengo.  Introduce Patrizia Turchi.

Il libro

Da circa vent'anni è in corso uno scontro senza precedenti sulla storia in relazione al tentativo di ricostruire un nuovo ordine mondiale dopo il crollo di quello bipolare. Si assiste a un prepotente ritorno sulla scena politica del “Principe†che avoca a sé il potere di stabilire quel che la storia deve dire. Questo ritorno si giova di fenomeni quali l'eclissi del sociale, la corrosione della democrazia, l'avanzare dell'antipolitica populista, la fine dello stato sociale, il vento culturale del neoliberismo che hanno puntuali ricadute sul piano culturale e, più specificamente, storiografico. Su questo scontro, e sulle più ampie questioni correlate, indaga Aldo Giannuli analizzando il revisionismo storico nelle sue varie manifestazioni, a cominciare dal tema dell'Olocausto e dal connesso fenomeno di “tribunalizzazione della storiaâ€, e dedicando particolare attenzione all' “anomalo caso italianoâ€. Il libro si sofferma in particolare sull' “abuso†della storia recente nei mass media, con un occhio attento alla spettacolarizzazione. Il problema storiografico di oggi è proprio quello di intuire la portata della svolta storica appena attraversata, da dove è sorta e dove ci sta portando.


L’autore

Aldo Giannuli (Bari, 1952) è ricercatore di Storia contemporanea presso l’Università degli studi di Milano. E’ stato consulente delle Procure di Bari, Milano (strage di piazza Fontana), Pavia, Brescia (strage di piazza della Loggia), Roma e Palermo. Dal 1994 al 2001 ha collaborato con la Commissione Stragi ed è salito alla ribalta delle cronache giornalistiche quando, nel novembre 1996, ha scoperto una gran quantità di documenti non catalogati dell’Ufficio Affari Riservati del Ministero dell’Interno, nascosti nell’ormai rinomato “archivio della via Appiaâ€.abusopubbgrande

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