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Qui Bimbi

CRISTINA D'AVENA IN CONCERTO

ARTE & CULTURA - Qui Bimbi

Per non smettere mai di sognare.

13 febbraio 2010
Genova
Parte il nuovo spettacolo itinerante con Cristina D'Avena e Giangi Paris! Primo appuntamento: Ore 17.30 - Centro Commerciale Fiumara - Via Fiumara, 15/16 - Genova

Loredana Ierardi

Qui Bimbi consiglia:

ARTE & CULTURA - Qui Bimbi

“Fiabe e Leggende in Viaggio con l’Asino”
Sabato 24 Luglio 2010
Dalle 18:30 alle 20:30 Aperitivo a base di prodotti tipici locali e visite guidate al Castello di Borgo Fornari.
Dalle ore 21:00 inizio spettacolo, ingresso libero.
Durante la serata il cantastorie Claudio Zanotto Contino accompagnato nell’occasione dalle cornamuse e le ance di Stefano Fregni, narrerà delle storie tradizionali locali che parlano di contadini, pastori, uomini selvatici dei boschi, minatori, eremiti, diavoli, streghe (masche), fate, folletti ed animali: la Volpe e il Lupo naturalmente.
Un patrimonio culturale che è stato salvato grazie alla parola scritta nei libri, ma che ha nella trasmissione orale uno degli elementi peculiari ed essenziali.
L'obiettivo prioritario dello spettacolo "Fiabe e Leggende in Viaggio con l'Asino" è quello di restituire l’aspetto orale al grande patrimonio di fiabe e leggende della tradizione.
Nel momento della narrazione, magicamente si rinsalda il rapporto fra l'ascoltatore ed il luogo che quel racconto ha generato stimolando l'interesse per le storie e le leggende locali.
Storie in cui la popolazione si riconosce, spazio dove cercare i valori fondanti del territorio al quale è legata, punto di partenza per uno scambio costruttivo nella discontinuità e continuità delle generazioni.

La serata è organizzata dall’Associazione Culturale Asinina Paradase onlus insieme all’Associazione “Viaggi con l’Asino”, la Provincia di Genova , il Comune di Ronco Scrivia, la Cooperativa Castello della Pietra e dalla Pro Loco di Borgo Fornari.

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L’Associazione di volontariato Paradase onlus si propone la riscoperta, la valorizzazione e la tutela dell’asino nel contesto più generale della riscoperta della natura, della vita all’aria aperta e delle vecchie tradizioni rurali della Valle Scrivia e dell'Appennino che circonda Genova.
Un gruppo di amici, accomunati dalla passione per gli asini e dall'amore per la natura, hanno deciso di costituirsi in Associazione per diffondere la conoscenza di questo meraviglioso animale portatore di tanti valori positivi e per creare, nello stesso tempo, una sorta di presidio sul territorio appenninico alle spalle di Genova a salvaguardia e tutela dell'ambiente. La Liguria, per le sue caratteristiche orografiche, è una terra di grandi tradizioni "asinine" che, negli ultimi 50 anni, sono state via via dimenticate: PARADASE si propone di aiutare i genovesi, e tutti coloro che lo desiderano  a ritrovare la memoria di una lunghissima storia che uomini ed asini hanno scritto insieme.

 

La Cooperativa Castello della Pietra è impegnata da anni nella sensibilizzazione e nel recupero a fini didattici e turistici dei beni architettonici, storici e artistici delle valli della provincia di Genova, in particolar modo delle valli Scrivia e Trebbia.
Artigiani, naturalisti, archeologi e storici dell'arte collaborano per promuovere un Territorio ricco di storia, natura e arte, ma ancora tutto da scoprire e valorizzare.
Da Giugno 2008 la Cooperativa oltre al Castello della Pietra si occupa della gestione del Castello di Borgo Fornari e dal maggio 2009 del neo - inaugurato Castello di Torriglia.

La serata del 24 Luglio prevede visite guidate al castello di Borgo Fornari.
Il castello è stato inaugurato il 14 giugno 2008 dopo alcuni anni di restauro. I locali interni sono stati ristrutturati per permettere l’allestimento di un polo mussale, di laboratori e di aule didattiche. Inoltre sono stati risistemati i sentieri di accesso e il parco boschivo circostante (SPECIALE ESCURSIONI).
All’interno è stato allestito un percorso didattico sulla vita quotidiana medievale.

La Cooperativa Castello della Pietra ha realizzato al Castello di Borgo Fornari un’offerta di servizi didattici rivolta ai bambini della scuola materna, elementare e media (PROPOSTE DIDATTICHE - SPECIALE SCUOLE - 2010).
Fine ultimo di queste attività è quello di rendere tematiche storiche, architettoniche, archeologiche e artistiche di complessa comprensione alla portata di tutti unendo una prima coinvolgente spiegazione teorica al divertimento e ad attività pratiche. Le attività sono articolate secondo le diverse fasce di età e prevedono una fase teorica e una di sperimentazione pratica, giochi e animazioni.
Il Castello di Borgo Fornari è anche aperto su prenotazione per eventuali feste di compleanno in stile medievale da svolgere sia al chiuso che all’aria aperta. E’ inoltre attrezzato come sede ideale per eventi, conferenze e momenti di formazione.

QUI BIMBI CONSIGLIA: l'Ape Maya

ARTE & CULTURA - Qui Bimbi

 Qui Bimbi consiglia: l'Ape Maya

L'Ape Maya, Asilo Nido privato ma convenzionato con il Comune di Genova e denominato di qualità. Ha sede in Via XX Settembre 2/10.

La titolare dell'Asilo Nido Monica Colombo qualificata pedagogista, si  avvale della collaborazione di un gruppo di educatrici per offrire il miglior servizio ai bimbi e alle loro famiglie. Tutto il personale educativo dell'Asilo Nido l'Ape Maya possiede i titoli di studio obbligatori per legge ed ha esperienza pluriennale con i bambini degli asili nido privati e pubblici.
Per avvicinare le persone a questo incantevole lavoro la Dott.ssa Monica Colombo ha stipulato una convenzione con la Facoltà di Scienze dell'Educazione dell'Università degli studi di Genova e può quindi ospitare le studentesse che per laurearsi devono svolgere un tirocinio obbligatorio.
L'asilo si sviluppa secondo uno spazio di 200 mq circa e ospita una capienza massima di venti bambini suddivisi in classi di età compresa tra 3 - 24 mesi e 24 – 36 mesi.
La struttura mette a disposizione un servizio mensa (pasti veicolati) per consentire ai bimbi di gustare un pasto caldo prima di godersi il meritato riposino.
L'Asilo Nido l'Ape Maya è aperto dal Lunedì al Venerdì dalle h.: 8.00 del mattino alle h.:17:30/18:00 del pomeriggio. Gli orari di entrata e uscita sono flessibili in quanto sono pensati per venire incontro alle esigenze lavorative delle famiglie.
L'ambiente è molto colorato e accogliente, ricco di decorazioni, festoni, giochi, materiale appropriato e sicuro. Il bambino è correttamente seguito e controllato in tutte le sue attività.

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Il servizio educativo che l'asilo d'infanzia offre, prevede un programma settimanale pedagogico tramite il quale il bambino apprende, si confronta con forme, colori, immagini, compie esperienze di conoscenza e svolge attività fisiche. Non è assolutamente previsto l'uso di televisione quale ausilio all'intrattenimento.
La struttura è composta da diverse stanze più i dovuti locali di servizio.
La Stanza del Gioco Simbolico/Musicale è destinata all'attività mimica-teatrale. Qui i bambini imparano canzoni, filastrocche, conte, simpatizzano con il suono attraverso l'uso di semplici strumenti musicali. In questo locale i bambini si divertono a sperimentare i travestimenti, giocano con maschere, marionette, burattini. Sono loro lette favole e fiabe, si stimola la loro fantasia e si compie la lettura delle immagini.

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Il Salone delle Attività Creative è un vero Laboratorio dove i bambini imparano a usare le diverse tecniche della pittura e del disegno (tempere, colori a dita, pennarelli, spugne). Si gioca con la carta e si realizzano collage con diversi materiali, i bambini manipolano la creta, il didò, creano vari oggetti.

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Il Salone delle Attività Ludiche/Psicomotorie è destinato allo svolgimento del gioco-ginnastica tramite cui i bambini imparano a confrontarsi con gli spazi e il corpo, eseguono semplici esercizi di movimento e utilizzano strumenti base come la palla o i cerchi.

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Spogliatoio/ "visite" mediche, ambiente polivalente che oltre ad essere luogo di accoglienza si presta ad essere usato anche per le visite mediche (è prevista una convenzione con il Pediatra).

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Stanza della Pappa (la tabella dietetica è stata studiata da Dietiste). La merenda del mattino è prevista alle h.: 9:30, il pranzo alle h.: 11:45 e infine, verso le h.: 15:00, al risveglio dalla nanna, la merenda pomeridiana. Il momento della pappa è un'occasione molto giocosa e allegra, ma anche educativa, tutti i bambini sono molto felici di prendervi parte, infatti, i bimbi più grandi insegnano, grazie all'esempio che danno, le semplici regole dello stare a tavola.

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L'Ape Maya Asilo d'Infanzia, il sabato e la domenica pomeriggio, dalle h.:16:00 alle h.: 19:00, organizza su richiesta, divertenti feste di compleanno o per diverse e speciali ricorrenze. In queste occasioni l'Ape Maya offre un servizio di animazione extra.

 

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PER INFORMAZIONI:
L'APE MAYA-ASILO NIDO-
Via XX Settembre, 2/10 GENOVA – 010/53.23.66 –
www.lapemaya.it

 

Francesca Podestà - INFO: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

Margheritina

ARTE & CULTURA - Qui Bimbi

C'era una volta una bambina di nome Margheritina.
Margheritina era una bimba molto dolce e carina, aveva lunghi capelli castani e un nasino tanto bello che pareva un fiorellino!
La piccola viveva sulle montagne insieme alla Signora e al Signor Brutticorvi; abitava con loro perché la sua mamma, dandola alla luce, era morta e il suo papà, dal dolore si era rifugiato in un monastero. Lavorava la terra e pregava tutto il giorno. Aveva affidato Margheritina ai Signori Brutticorvi perché, questi con l'inganno, si erano dimostrati felici di accudire la bimba, ma in realtà desideravano avidamente appropriarsi dei pochi averi del padre.
I Signori Brutticorvi non erano gentili, facevano eseguire a Margheritina molti lavori: pulire, lavare, cucinare, mettere in ordine, ma soprattutto, ogni giorno le facevano portare le mucche al pascolo senza darle da mangiare. Solo un po' di pane secco e una boccetta di acqua fredda.
Margheritina era una bimba speciale perché aveva un talento particolare nel trovare quadrifogli.
Ogni giorno, quando era al pascolo, mentre le mucche mangiavano l'erba, lei cercava quadrifogli e ne trovava molti, moltissimi!
Appena si sedeva su un sasso o su un tronco di legno, immediatamente vedeva un quadrifoglio proprio vicino a lei.
Ne trovava così tanti che quasi sembravano, i quadrifogli a farsi vedere da Margheritina.

La bimba raccoglieva i quadrifogli e li conservava in una bellissima scatola di legno che possedeva dalla sua nascita. Forse l'unico ricordo della sua mamma.
La povera piccina trascorreva le sue giornate tristemente e soprattutto si sentiva molto stanca e affamata.

PAGINA_8_colore_DEF1Un giorno però, mentre Margheritina era al pascolo come sempre, si avvicinò alla bimba una mucca che disse: «cosa stai cercando?»

«Un quadrifoglio» rispose Margheritina
«Davvero?» Continuò la vacca, «lo sai che sono fiori molto fortunati? Alle volte possono essere anche incantati. Il quadrifoglio è il Re del Trifiglio, la pianta del Pane di Latte ...»
«Prova a dare da mangiare il quadrifoglio alle mucche, poi estirpa la pianta da dove lo hai raccolto e guarda dentro il buco nella terra ... Vedrai ...» raccomandò l'animale.
E ancora: «inoltre ricorda che se vuoi qualcosa di dolce puoi bere il nettare dei fiori del trifoglio, forse non lo sai, ma sono fatti di zucchero! Questi fiori sono ricchi di sostanze che fanno molto bene alla salute!».
Margheritina così fece, diede a mangiare il quadrifoglio alla mucca, sradicò la pianta e guardò dentro il buco nel terreno ...
Come per magia una bella formaggetta, tutta da sfamarsi si materializzò, la bimba incredula, ripeté la magia altre volte e sempre qualcosa di buono per nutrirsi trovò. Tutti cibi a base di latte, tutti regali delle mucche o del trifoglio!
Una volta il formaggio, un'altra un bicchiere di latte, una tazza di panna, un panino di burro, un gelato e così via ...
Infine un buon fiorellino di zucchero per addolcirsi il palato!
Margheritina aveva finalmente risolto il problema della fame, finché un giorno, il Signor Brutticorvi, scoperto l'incantesimo, decise di falciare tutta l'erba dei prati, quindi anche i quadrifogli magici di Margheritina e di appropriarsi di tutti i frutti di latte.
La piccola fu ancora una volta triste e affamata, ma nuovamente la mucca-fatina si avvicinò a lei e disse di prendere tutti i quadrifogli trovati prima, quelli che custodiva nella scatola di legno, portarli al mercato del paese e venderli come portafortuna!
Così detto Margheritina fece e ancora una volta una bellissima magia prese vita; infatti, ogni soldino per ogni quadrifoglio venduto, messo nella scatola di legno, si trasformò in una monetina tutta d'oro!

PAGINA_11_colore_DEF_1Margheritina era molto felice, finalmente poteva andare via dai Signori Brutticorvi e iniziare una nuova vita! Desiderava tanto andare alla ricerca del suo papà!
A fine di giornata, mentre la bimba contava tutte le monetine d'oro, guadagnate con la vendita dei quadrifogli, un signore si avvicinò e le chiese di mostrargli la scatola di legno.
«E' una vecchia scatola che mi pare di conoscere» disse.
Margheritina consegnata la scatola all'uomo, lo guardò fisso negli occhi e lui da quel momento non ebbe alcun dubbio, si trattava proprio della sua bambina!
Dopo tanti anni Margheritina e il suo papà si sono ritrovati e da quel momento non si sono più lasciati!!!

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da un'idea di Francesca Podestà - Illustrazione Federica Dubbini
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Il Pirata del Mar Nero
C'era una volta, tanti, tanti anni fa un terribile pirata di nome Pirata del Mar Nero.
Questo pirata era molto cattivo, aveva una gamba di legno e quando camminava, emetteva un fortissimo rumore che terrorizzava chiunque lo sentiva arrivare. Il pirata rubava i tesori ad ogni isola.
Infatti, il ladro aveva già rubato il tesoro dell'isola di Pasqua, dell'isola Che Non C'è, dell'isola Arcobaleno, dell'isola Bella e desiderava rubare anche il tesoro dell'Isola Felice.
Su questa isola abitava un bambino di nome Francesco.
Francesco era molto vivace e giocava sempre con finte spade, frecce, pistole, asce, falsi coltelli e pugnali; tutti giochi con i quali simulava di combattere contro pericolosi pirati.
Un bel giorno, Francesco, mentre giocava, vide arrivare dal mare in lontananza il Veliero del Pirata del Mar Nero; il veliero era molto grande e il pirata lo conduceva da solo.
Si trattava di un'imbarcazione tutta nera con settanta cannoni pronti a sparare e ben due bandiere nere con teschio libere nel vento!
Il povero bimbo, impaurito, scappò verso il villaggio urlando l'arrivo dei nemici:
«Arrivano i pirati! Arrivano i pirati!» gridò Francesco.
Nessuno credeva al piccino, tutti sapevano che Francesco era solito giocare a combattere contro nemici immaginari e così alcun adulto gli diede ascolto.
Francesco non si perse d'animo. Decise di organizzarsi e affrontare da solo il nemico.
Scelse tra i suoi giocattoli un coltellino, una pistola, una spada e l'arco con le frecce, poi si nascose dietro ad un cespuglio e aspettò l'arrivo del furfante.
Era notte e si sentiva il rumore delle onde infrangere contro gli scogli.
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Al momento giusto Francesco uscì allo scoperto e urlando intimò al malfattore di mettersi in guardia e di combattere.
Appena il Pirata del Mar Nero vide Francesco scoppiò a ridere:
«Che cosa intendi farmi tu con quelle finte armi? Pensi di spaventarmi e di mettermi paura?»
«Sei ridicolo!»

Francesco per niente intimidito iniziò ad agitarsi come se l'avesse morso una tarantola e muovendosi velocemente da una parte all'altra, fece cadere la vecchia gamba di legno del pirata che in quelle condizioni non poteva più camminare. Rimasto zoppo, il pirata, faceva fatica a muoversi.
A quel punto Francesco visto il nemico in difficoltà e soprattutto l'impossibilità di essere inseguito e catturato, corse a svegliare gli abitanti dell'isola che avendo sentito tutto quel rumore non impiegarono molto tempo a capire cosa fosse successo!
«Bravo Francesco! Bravo Francesco!!!»
Tutti gridarono con gioia! Il bimbo gli aveva salvati!
La popolazione era così felice di essere stata salvata che decise di nominare Francesco Primo Capitano dell'isola. Francesco ricevette un nuovo vestito tutto blu con bottoni d'oro e medaglie di riconoscimento al coraggio; la nuova divisa possedeva anche stivaletti neri e un berretto con la visiera ma cosa più importante, Francesco ricevette in virtù del suo valore un coltellino vero, con doppia punta d'acciaio e lama in argento.
Francesco era felice, e dimostrando sempre maggiore coraggio decise di salire sul veliero del Pirata del Mar Nero per recuperare i tesori precedentemente rubati altrove.
Con estremo coraggio il piccolo si avventurò sul galeone scese nella stiva e trovò grandi casse di legno.
Francesco prese il suo nuovo coltellino e con leggera pressione fece saltare le catene che tenevano chiusi i forzieri.
Aperto il coperchio apparve a lui e a tutti gli altri isolani, ogni tesoro che il pirata aveva rubato in precedenza.
Sapete in cosa consistevano i tesori?
Cioccolato, caramelle, zuccherini, gelato, biscotti farciti e altre delizie!!!
 
pagina_2_webTutti risero felici e capirono che in fondo il Pirata del Mar Nero era solo che un bambinone incompreso! Francesco allora s'intenerì nei confronti del temuto Corsaro e ammonì tutti gli adulti che non davano il giusto ascolto ai bambini.
«Ricordatevi di ascoltare sempre i bambini, non pensate di sapere già cosa vogliono dirvi! I bambini, come me, hanno bisogno d'attenzione e fiducia!»
«Se mi aveste ascoltato subito, non avremmo corso alcun pericolo!!!»
«Da ora in avanti dovrete ascoltare sempre i bambini e dare a loro la giusta considerazione!»
... E il pirata dove è andato?
Eccolo!
E' laggiù, in riva al mare assieme a Francesco e a tanti altri amici a giocare!!!
 
 
da un'idea di Francesca Podestà - Illustrazione Federica Dubbini
Per informazioni: ilgattino.fp@gmail            www.dedetricot.com
gattino
 
 
Paoletta
 
C'era una volta una bimba, di nome Paoletta.
Paoletta era una bambina tanto dolce, gentile, graziosa.
Viveva nella Piana del Bosco, una stesura quieta invasa da una magica atmosfera.
Qui abitavano gli Elfi Mizi, curiosi e piccoli omini sempre in movimento che compivano continue magie e incantesimi.
A capo degli Elfi Mizi c'era il loro Re, il Re Fosco l'Elfo più vecchio del gruppo.
Paoletta abitava assieme alla Zia, un'anziana signora sempre musona, pigra, stanca, senza alcuna voglia di fare i mestieri di casa; vivere con la Zia era per Paoletta una vera tristezza!
Inoltre la Zia faceva andare Paoletta tutti i giorni in cerca di cibo poiché lei era troppo affaticata perché lavorasse e la povera bimba era solita andare nella Piana del Bosco a raccogliere i frutti che la natura offriva.
Un giorno, mentre Paoletta passeggiava tranquilla lungo il sentiero erboso del bosco, incontrò l'Elfo Re Fosco il quale chiese: «Che cosa fai qui da sola bimba?».
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Paoletta rispose: «Sono in cerca di cibo, ma è inverno e il bosco non ha tanti frutti da donarmi, quando tornerò a casa la Zia, si arrabbierà molto con me se non porto del raccolto per nutrirsi».
«Non ti preoccupare» disse Re Fosco «Aiutami a piantare nel terreno queste ventisei barbatelle ed io ti regalerò il prezioso succo che loro magicamente producono».
Così detto, così fatto, Paoletta aiutò Re Fosco a piantare tutte le ventisei barbatelle, con cura e attenzione lavorarono la terra del bosco, fertile e ricca di profumi del mare e aromi speciali.
Re Fosco disse: «Tra sette giorni torna qui da me, in questo preciso luogo, io sarò ad aspettarti e vedrai che sorpresa!».
Dopo sette giorni Paoletta andò nella Piana del Bosco, proprio nell'appezzamento di terra dove aveva aiutato l'Elfo a piantare le barbatelle e incontrò Re Fosco.
L'Elfo stava aspettando la bimba, teneva in mano una boccetta e disse: «Quest'ampolla contiene un prezioso succo, il Succo della Memoria, mettine una goccia tutti i giorni nelle pietanze di tua Zia e vedrai!».
E ancora: «Estirpa tutte le barbatelle piantate, poi raccogli ciò che trovi!».
Infine Re Fosco si allontanò e sparì.
Paoletta prese l'ampolla magica, la sistemò nella tasca del suo grembiulino, e si mise al lavoro prelevando dal terreno le barbatelle in precedenza piantate.
Per ogni pianta estirpata, trovò una perla, prezioso e dolce acino di frutta, utile per procurarsi del cibo.
Paoletta tornò a casa dalla Zia e come gli aveva detto di fare l'elfo, ogni giorno versò una goccia del Succo della Memoria nei cibi; una goccia di mattino presto nel caffè, una all'ora di pranzo nel bicchiere, una al pomeriggio nella tazza di the, una alla sera nella minestra ...
Come per magia la Zia si trasformò, improvvisamente divenne allegra, gioiosa, simpatica, ricca di volontà a giocare con la propria nipotina, a raccontare favole! Il Succo della Memoria aveva risvegliato in lei l'antica sensazione d'essere spensierata come una bambina!
Paoletta era davvero felice.
Finché un giorno arrivò dalle lontane Terre Rosse, luogo di caccia, il marito della Zia, Zio Brontolone, anche lui noto per la sua insofferenza. Una volta a casa, lo Zio si accorse del cambiamento della moglie, ormai divenuta allegra e chiacchierona.
Zio Brontolone osservava ogni movimento della nipotina e si accorse che la bimba gettava una strana pozione magica nelle vivande della Zia.
Curioso e avido decise di rubare l'ampolla e bere tutto il Succo della Memoria.
Improvvisamente Zio Brontolone divenne ubriaco di memoria, tanto era il succo bevuto che in lui riaffiorava ogni sentimento di gioia.
Non smetteva di giocare, di fare scherzi, marachelle, lo Zio voleva solo divertirsi, divertirsi, divertirsi!!!
Tutto il Succo della Memoria bevuto, fece ricordare allo zio anche gli Elfi Mizi e il loro Re Fosco, ricordò di, quando era bambino, della felicità di allora, purtroppo perduta; era talmente tanta l'emozione che decise di andare nella Piana del Bosco a cercare Re Fosco.
Appena incontrò l'Elfo, Zio Brontolone si confidò con il Re e manifestò tutta la sua delusione nell'essere diventato triste e cupo.
«Per fortuna hai bevuto il Succo della Memoria e sei tornato ad essere un bravo e simpatico Zio!».
«Organizziamo un pic-nic nel bosco, vedrai che sarà tutto ancora più bello!» disse Re Fosco
Così, tutti gli Elfi Mizi, la Zia, lo Zio Brontolone, Paoletta e tutti i bambini del paese andarono nella Piana del Bosco a festeggiare il Succo della Memoria. Da quel giorno tutti vivono felici, contenti e bambinoni per SEMPRE!
 gattino

I GATTINI

I gattini si arricciano il baffo e felici vanno a spasso!!!

Sono golosi e curiosi, teneri amici, dolci mici!!!

                                       gattini-stampa

 

 

 da un'idea di Francesca Podestà - Illustrazione Federica Dubbini

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gattino

 

Il Bosco delle Fragole Rosse

Un giorno una bimba che si chiamava Martina passeggiava nel Bosco delle Fragole Rosse. La nonna le aveva detto di raccogliere un cestino di frutti di bosco, siccome desiderava preparare una gustosa torta. 

Il Bosco delle Fragole Rosse non era un bosco come tutti gli altri, aveva un profumo meraviglioso e tutte le foglie d'ogni albero erano impreziosite sulla punta da un brillantino che luccicava, luccicava, luccicava ... di giorno e di notte ...
Martina passeggiava con tanti pensieri per la testa, la mamma era molto nervosa, la sgridava sempre e lei aveva il dubbio di non essere abbastanza brava, solo la nonna era affettuosa e gentile. Un certo momento, vicino all'Albero dalle Castagne d'Oro, Martina incontra uno gnomo, lo gnomo Gilberto.
La piccola riconobbe il buon nanetto, ne aveva sentito parlare la nonna; Martina sapeva che Gilberto era lo gnomo al quale avevano rubato il sonno con una qualche magia e che i suoi amici erano gli animali del bosco con cui parlava e giocava.
bosco_fragole_rosse_2Gilberto disse: «Mi tieni un po' di compagnia brava bambina? Vivo nel bosco da solo e non sempre mi capita di incontrare qualcuno con cui trascorrere del tempo!»
Martina rispose: «Certo! Mi aiuti a raccogliere le fragoline di bosco? La nonna preparerà una buonissima torta!»
Gilberto aveva una folta barba bianca, lunga, lunga, lunga, guance rosse, un grosso naso, occhi azzurri, cappuccio blu, maglia azzurra e calze gialle; ma cosa più importante, nascondeva dentro il cuore un segreto, Gilberto era un folletto magico della foresta che ogni tanto si divertiva a fare piccoli incantesimi ai bambini buoni!
Il piccolo ometto raccontò a Martina storie lontane, descrisse amici animali, fiori colorati e profumi speziati.
Infine, raccontò la storia di Lulù un gattino tutto blu, che per colpa del suo colore nessuno voleva. Lulù era un gattino piccino, aveva il musetto scuro, blu intenso e grandi occhi verdi.
Il piccolo gatto abitava nel bosco e qualche volta Gilberto portava a lui un biscotto, mentre gli uccellini degli alberi qualche briciolina di pane; ma Lulù desiderava una casa e soprattutto una famiglia.
Martina era molto curiosa, i racconti di Gilberto la divertivano molto, la rendevano felice.
La curiosità della bimba era tale che chiese: «Perché tutti dicono che tu sei lo gnomo senza sonno?»
Gilberto non poteva svelare il suo segreto altrimenti gli incantesimi potevano non realizzarsi. La verità era che Gilberto non aveva il sonno perché per compiere le magie addormentava tutti quelli che meritavano un incantesimo.
Così intonò una dolce sinfonia, antica e fatata ninna nanna che in cinque minuti fece addormentare la piccola Martina all'ombra dell'Albero dalle Castagne d'Oro. La magia prese vita!!!
Mentre Martina dormiva, Gilberto raccolse tante fragole, ma non solo, raccolse anche mirtilli, lamponi e more!!!
... All'improvviso le foglie iniziarono a brillare, un forte vento si alzò e tutti gli alberi intorno luccicavano tanto, così che una gran luce illuminò tutto il Bosco delle Fragole Rosse e tutto il cielo.
Martina si svegliò baciata dal sole, senza ricordare né dove si trovava, né cosa le era accaduto, ancora assonnata dall'alto di un ramo le cadde sulla testa un piccolo gattino ... era Lulù!
«Gilberto! Gilberto!» urlò Martina «guarda chi mi è caduto sulla testa?!»
Gilberto rispose: «sei una bambina davvero buona, non tutti hanno il dono di incontrare i personaggi delle mie storie!»
«Di quale dono parli?» chiese Martina.
«Semplice si tratta della bontà!» disse lo gnomo.
Ormai era tardi, la nonna aspettava Martina a casa.
La bimba era preoccupata, non aveva raccolto abbastanza fragole ... Per fortuna Gilberto la rassicurò, il cestino era colmo di prelibatezze!!!
Martina, Gilberto e Lulù si diressero verso casa, insieme aiutarono la nonna a preparare un'ottima torta! Golosi la mangiarono a merenda!
Da quel giorno Martina e Lulù trascorrono tutte le giornate assieme e soprattutto Martina non ha più dubbi di essere una brava bambina.
E Gilberto? Lo gnomo regala sogni incantati ai bambini che lo meritano e ogni tanto fa visita a Martina, la nonna e Lulù per gustare tutti insieme una deliziosa merenda!!!

da un'idea di Francesca Podestà - Illustrazione Natalie Massone

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gattino                

 

 

 

Michi: un Re speciale! 

C'era una volta, al tempo dei marinai e dei lupi di mare un bambino piccolo, si chiamava Michi e aveva nove anni.
Michi abitava a Genova, in un vivace e stretto vicolo della sua città, viveva con la sua mamma e il suo nonno, vecchio marinaio in pensione.

Purtroppo Michi era un bimbo molto povero, la sua mamma lavorava tanto e riusciva a guadagnare solo l'indispensabile per fare vivere il suo bambino. Spesso Michi collaborava, aiutava la sua mamma nei lavori. Tutto ciò che era svago, divertimento, gioco Michi non poteva permetterselo. Il piccino non conosceva il Carnevale come invece, lo conoscevano tutti gli altri bambini.


Il bimbo però, non soffriva a causa di ciò, la mamma e il nonno gli trasmettevano quotidianamente tanto amore, lo avevano reso un bambino capace di accontentarsi del poco. Il nonno giocava con suo nipote ai "giochi di una volta", svaghi dove per divertirsi non serve molto, basta solo liberare un po' di fantasia. Anche se Michi era un bimbo sereno e felice di quello che aveva e non aveva, alle volte gli capitava di sentirsi un po' triste, soprattutto, quando si accorgeva che a causa della poca sensibilità e della cattiveria altrui, doveva rinunciare a quel qualcosa che per un bambino e non solo, è tanto, l'AMICIZIA.

 
Un giorno successe che un compagno di scuola di Michi di nome Martino, lo fece sentire a disagio, derise la sua semplicità. Martino si dimostrava spesso antipatico, attaccava Michi, lo metteva in ridicolo. Proprio come quella volta che decise di dare una festa in maschera, per l'occasione del Carnevale; Martino invitò tutti i suoi compagni di scuola tranne il povero Michi.
«Sicuramente tu non puoi permetterti di venire alla mia festa, devi aiutare la tua mamma nei lavori e poi, sono sicuro, non hai nemmeno un vestito per mascherarti» disse Martino con tono presuntuoso.
«Io mi travestirò da Cavaliere, ho una grande spada e un coraggioso elmo» Martino non perdeva occasione per ricordare a tutti da chi si sarebbe mascherato.
Michi non era stato invitato, era stato lasciato in disparte, nessuno lo aveva coinvolto nella grande allegria del Carnevale.

Per questo motivo Michi era da qualche giorno triste, si sentiva diverso da tutti i suoi amici e desiderava partecipare anche lui alla festa in maschera, truccarsi come Martino da Cavaliere e giocare con quella grande e forte spada.
Quel giorno uscito da scuola, Michi fu l'unico bambino a fare subito ritorno a casa, mentre tutti gli altri bimbi s'incamminarono divertiti a casa di Martino, felici di travestirsi e giocare, golosi di assaggiare tanti dolcetti e delizie.
«Trascorrerò la mia giornata come le altre, aiuterò la mamma nelle sue faccende e studierò la lezione per domani» pensò il bimbo.

Così detto così fatto, Michi giunto a casa si dimostrò il bravo bambino di sempre.

All'improvviso suonò il campanello della porta, il piccolo corse ad aprire, non aspettava nessuno ...
Tante strane e sconosciute maschere si presentarono a Michi, erano le antiche maschere della sua città, le maschere di Genova.
«Maschere che ormai quasi più nessuno ricorda o vede in giro» disse il nonno!
«Siamo venute da te» dissero in coro tutti i personaggi.
«Siamo sette e dal Paese dei Coriandoli arriviamo, abbiamo sentito il tuo dispiacere e vogliamo che anche tu conosca il Carnevale, soprattutto meriti di catturare un po' d'allegria» dissero.

Michi era felicissimo, desiderava conoscere la storia di ognuna di quelle maschere, voleva sapere i loro nomi e tutto ciò che era possibile imparare, desiderava andare nel Paese dei Coriandoli, vedere e conoscere tutto.
Una voce austera si fece sentire: «Sono il Re di Vallescura e niente mi fa paura, ho una figlia bella e gentile, con me vive nel bosco, non in un castello, ma in un'umile casetta lei è la Principessa Lisetta.
Bravo e simpaticone è il Mago Lumacone! Mentre brutale e feroce è Malerba la Strega, pozioni, malefici e sortilegi sono il suo mestiere, per fortuna sono solo brutti scherzi che durano poche ore».
Michi, non credeva alle sue orecchie, strabuzzava gli occhi, si guardava attorno incredulo, proprio da lui erano andati a fare visita tutti quegli strani e curioso personaggi ... ???

C'era anche il Signor Buonaventura che ad ogni notizia portava tanta fortuna, c'erano il marinaio Baciccia della Radiccia e sua moglie Teresina, simpatici coniugi sempre pronti a litigare e a fare pace ...
L'allegra compagnia organizzò una divertente festa, le antiche maschere portarono con loro buonissimi dolci: bugie, frittelle, torte e biscotti ... inoltre c'erano mille coriandoli colorati, stelle filanti, trombette ... tanto divertimento!
Michi si sentiva davvero felice si divertiva come un pazzo, rincorreva i suoi nuovi amici e lanciava in aria manciate di coriandoli. Le maschere erano così fiere di Michi che decisero di omaggiarlo con uno dei loro più famosi spettacoli, così andarono in scena e recitarono divertenti scherzi, Michi rideva a crepa pelle!!!

Accadde che il giorno dopo la maestra decise di organizzare una festa in maschera a scuola, raccomandò a tutti i bambini di presentarsi travestiti e truccati.
«Portate tanti coriandoli e festoni, dolcetti e scherzetti» disse la maestra.

Michi non sapeva come fare, lui non aveva alcun vestito di Carnevale da indossare...

Il nonno, riconobbe il bambino preoccupato e gli suggerì di farsi sentire nuovamente dal Re di Vallescura. La sera, Michi chiamò il Re, ma dal Paese di Coriandoli giunse, questa volta, il Signor Buonaventura, perché si sa porta tanta fortuna ... infatti, il Signor Buonaventura tranquillizzò il piccolo, gli assicurò che ognuna delle sette maschere avrebbe consegnato a Michi un accessorio del proprio abito.

Dopo aver dormito, il mattino successivo, Michi trovò in fondo ai piedi del letto, alcuni vestiti; il Re di Vallescura, molto generoso, lasciò la sua scintillante e preziosa corona! Il Mago Lumacone invece, offrì il suo inconfondibile mantello nero trapuntato d'oro e argento. Baciccia della Radiccia lasciò uno speciale e curioso bastone di legno, strumento di giustizia ... La Strega Malerba cucì un pantalone fatto di stracci, mentre Teresina e la Principessa Lisetta lasciarono in dono dei fiori.

Michi indossò velocemente il suo speciale costume, uscì di corsa e si recò a scuola felice.
Quando tutti i bambini videro per la prima volta nella loro vita quella strana maschera, non riconobbero il piccino. Tutti si dimostrarono curiosi e interessati, fecero mille domande, desideravano sapere quello che Michi in segreto conosceva già da tempo.
Ad un certo momento la maestra fece l'appello.
«Michi dov'è?» chiese preoccupata!
Nessuno lo sapeva, tutti pensarono fosse semplicemente assente, l'interesse e la curiosità attorno a quella insolita maschera era tale che nessuno si preoccupò di Michi!
Solo Martino si accorse di qualcosa di molto strano ... «Chi è quella maschera mai vista prima? Chi sei tu?» Chiese Martino.

«Chi sei tu?» Chiesero tutti i bambini curiosi.

Michi preoccupato, non sapeva cosa rispondere ... poi preso coraggio disse: «Io sono Re Coriandolo!». Nell'eccitazione batté per tre volte il bastone a terra.

«TOC, TOC, TOC», al suono dei rintocchi, per magia, le Sette antiche maschere di Genova aprirono la porta ...

Ma ancora Martino disse: «Quale Re sei, se hai i pantaloni fatti di stracci?».

Baciccia della Radiccia rispose: «Devi saper caro Cavaliere che Re Coriandolo è un Re speciale, lui è il Re dell'Amicizia! Noi tutti siamo giunti dal Paese dei Coriandoli per omaggiare la nuova maschera di Genova!!! Dovresti farlo anche tu, semplice Cavaliere del Re».

A sentir dire così, Michi, si tolse la corona e svelò la sua vera identità.
«Non serve il Carnevale per essere felici, basta solo essere amici!!!» disse Michi.

«Viva Re Coriandolo, viva Re Coriandolo, viva Re Coriandolo!!!» dissero tutti in coro.

Per incantesimo tutti i bambini si interessarono a Michi, non lo lasciavano un minuto in pace; Michi trascorse tutto il tempo a giocare con i suoi nuovi amici, illustrò ai suoi compagni ogni singolo pezzo del suo vestito e narrò le avventure di Re di Vallescura, del Mago Lumacone, della Principessa Lisetta, di Baciccia della Radiccia e di sua moglie Teresina. Raccontò della Strega Malerba e del Signor Buonaventura!!!

Svelò anche la meravigliosa fortuna che gli era stata regalata!
Tutti i bambini erano affascinati da tanta magia, giocarono insieme felici!

Per Michi fu un Carnevale bellissimo.

Re Coriandolo è rimasto nel cuore di tutti i bambini che ancora oggi desiderano tanto visitare il Paese dei Coriandoli!!!

 

da un'idea di Francesca Podestà - Illustrazione: Natalie Massone

Per informazioni:  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.        www.saiphworld.com

gattino                                                                                                                                                                                                                                            

 Giovannino senza Nuvole

C’era una volta un bambino di nome Giovannino e il suo inseparabile e fedele amico Pallino, un coraggioso e intelligente cucciolo.

Giovannino era un bimbo molto particolare con la spiccata passione per le nuvole.

A Giovannino piaceva tanto osservare le nuvole, la loro forma, il loro colore e la loro consistenza.

Il bravo piccino trascorreva tutti i pomeriggi a disegnare splendide nuvole!

Tutto ciò era molto bello perché rendeva Giovannino un bimbo molto dolce e sensibile.

 

Si sa, però, che esagerare non va bene, infatti, Giovannino addirittura viveva con la testa tra le nuvole.

Era sempre talmente distratto che non si ricordava neppure i particolari più ovvi, pensava sempre alle sue nuvole, aveva talmente una passione forte per le nuvole che ne aveva fatto l’unica sua ragione di vita.

Pensava e vedeva sempre e solo che nuvole. GIOVANNINO

Così facendo però non si accorgeva di quanto rendeva tristi le persone che gli erano vicino e che gli volevano bene.

Ad esempio la sua migliore amica, Bianca, non sapeva più come fare, ormai era sempre più una bimba triste, Giovannino non giocava più con lei e quando lo faceva, non si concentrava, si dimostrava disattento senza apprendere le regole del gioco. Il bimbo era sempre con il naso per aria a osservare, guardare le sue nuvole. Anche se Bianca ogni giorno gli raccomandava di lasciare le nuvole nel cielo!

La bimba era sempre più sola e triste, l’unico a giocare al parco con lei era, ormai, solo Pallino.

 

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