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Il Gruppo Carige finanzia a tasso zero la ripresa dell’anno scolastico

Quest’anno il Gruppo Carige offre agli studenti e alle loro famiglie la possibilità di iniziare in discesa il nuovo anno scolastico.
Una ripresa della scuola senza pensieri e senza spese è possibile infatti grazie ai prestiti personali erogati da Creditis, la società del Gruppo Carige specializzata nel credito al consumo.
 Con ‘Mysura Scuola’ e ‘Mysura Istruzione’ è possibile finanziare, in maniera semplice e veloce, tutte le spese direttamente o indirettamente collegate al mondo degli studi: libri di testo e accessori, tasse universitarie, corsi di specializzazione linguistica, personal computer, abbonamenti annui per i trasporti pubblici.
 Entrambi i prestiti prevedono TAN 0 e finanziano fino a 3000 euro rimborsabili in 6,12 o 18 mesi.
 Interessi zero, quindi, a cui va aggiunta una commissione a titolo di spese di istruttoria.*     

 Banca Carige ha aderito anche alla convenzione di iniziativa statale ‘Diamogli credito’, ovvero la possibilità per gli studenti dai 18 ai 35 anni di richiedere un finanziamento agevolato, sino ad una massimo di 6000 euro rimborsabili in 36 mesi, per sostenere le spese dei programmi Erasmus,  le spese universitarie e quelle legate alla locazione di immobili per gli studenti fuori sede.

 Solo per gli studenti della Facoltà di Economia dell’Università di Genova coinvolti nel progetto Erasmus Banca Carige offre, inoltre,  l’anticipo della borsa di studio a tasso zero (tan e taeg zero) 

Agosto precario mio non ti conosco!

Attualmente i quotidiani riportano notizie pruriginose che ritengo di scarso interesse per le persone che come me lavorano, o meglio dire hanno lavorato con contratto a tempo determinato nella scuola pubblica statale come Personale ATA, più precisamente come Assistente Tecnico di Laboratorio nel settore informatico (AR02) o nei laboratori di Fisica (AR08).
Infatti dopo alcuni anni di lavoro verremo rottamati dal tanto reclamizzato "potenziamento delle attività di laboratorio nella scuola superiore secondaria". Lo scrivente, che ha percepito dal primo settembre 2009 al 30 giugno 2010 la somma di circa 420 € mensili per aver lavorato appena 2 giorni alla settimana, attualmente percepisce poco più di 300 € al mesedi indennità di disoccupazione. Fortunatamente vivo in famiglia nonostante abbia compiuto 28 anni, quindi sarei secondo taluni un bamboccione, oltre che essere causa del dissesto delle finanze del nostro Stato! Quando ho presentato la dichiarazione dei redditi all' Ufficio delle Entrate sono rimasti sorpresi nel vedere quanto da me guadagnato nel 2009, infatti avendo guadagnato meno di 7500 € non ho potuto detrarre alcune spese mediche e le spese universitarie. Qualcuno sorridendo dirà che almeno non ho pagato IRPEF, ma sicuramente avrei preferito lavorare e guadagnare di più, ovviamente  pagando le tasse!
Quindi la cortina fumogena abilmente creata nasconde i problemi dei cittadini e di chi come me a fine mese ( alla fine di questo agosto 2010 ) avrà la certezza di non iniziare a lavorare prolungando una mesta vacanza obbligata.
Come me altre decine di persone rimarranno senza incarico annuale o fino al termine delle attività didattiche.

Un precario realmente esistente.
Ossequi.

Enrico Moresco
Rapallo (GE)

A PROPOSITO DI ASSICURAZIONI

foto_assicurazioniNon so se avete notato, come passano sotto silenzio le notizie relative ai grandi gruppi assicurativi in Italia, quelle per dirla con un esempio banale, che si lamentano sempre per l'alta percentuale di risarcimenti,e per le basse tariffe, omettendo, ovviamente, di dire quali siano i lauti guadagni che introitano, ma soprattutto di comunicare agli assicurati che sono le più care in europa, e non di poco. Occorrerebbe un calmiere dando la possibilità (visto che siamo europei) ai cittadini di assicurarsi presso una qualsiasi compagnia della UE. Chissà se al governo ci hanno pensato?, ho seri dubbi in proposito, bisognerebbe non vi fossero interessi collaterali tra chi governa e le società di assicurazione.

Ma veniamo alle cose spicciole, cosa accade oggi nelle grandi compagnie?. L'idea è quella di puntare ad avere meno clientela ma averla buona (per loro - ovviamente) cioè quel genere di persone di automobilisti che causa pochissimi incidenti, oppure che non crea nessun impegno lavorativo alle agenzie. Insomma che paghi e basta. E come si fa ad arrivare a questo poderoso risultato?, si vessano le agenzie impedendo loro di procacciare la clientela magari favorendola con qualche piccolo sconticino, oppure si inviano gli ispettori di sede per verificare che vi sia la massima applicazione tariffaria. Così il cliente si stanca, e si iscrive a qualche assicurazione on line, risparmiando moltissimo, questo ovviamente porta alla chiusura delle Agenzie, ma è un altro discorso. Insomma le grandi e potentate società assicuratrici preferiscono non acquisire clientela, e quella che hanno preferiscono vessarla con aumenti continui.

Vabbè avranno preso esempio dal governo, che dice di non mettere le mani nelle tasche degli italiani, ma ce le fa mettere da altri che poi portano i soldi al solito paniere, che poi serve per corrompere, o comprare qualche casetta qua e la.  Che bell'esempio di grande paese.

 

COSA CI ASPETTIAMO NOI PENSIONATI

Nel ringraziare l’opportunità concessami, penso di poter esprimere quale possano essere alcuni  desideri dei pensionati in merito alle attese che la politica dovrebbe realizzare per realizzare una condizione di vita dignitosa ed adeguata.

Cercherò di dare ordine ad un pensiero che ho potuto raccogliere nel corso delle
feste del PENSIONATO, che abbiamo realizzato nei giardini di BRIGNOLE, e che ha registrato un notevole successo a tal punto dell’affluenza e di partecipazione.

Abbiamo dovuto prorogare a grande richiesta la manifestazione  sino all’ 8 agosto:
questo è stato possibile grazie alla sensibilità del’ ASSESSORE all’ANNONA dr. Giovanni VASSALLO.

   Per migliore memoria, la prima festa la facemmo nell’ottobre del 2009, e stante le impellenti richieste è stata per l’appunto replicata nel mese di luglio – agosto del c.a., come detto, anche in virtù del fatto che la nostra iniziativa ha creato un punto di aggregazione in una città deserta e priva di attrazioni.

   Nel corso di questa ultima manifestazione ci siamo premurati di invitare tutti i politici, indistintamente TUTTI , per partecipare ai nostri dibattiti- considerazioni.

Abbiamo dovuto constatare la più totale assenza della loro presenza, forse
perché le elezioni prossime ( nel 2012!!!) sono così  lontane che non vi è nell’immediatezza la necessità di ingannare alcuno con il dare speranze ed attese.

 Il nostro invito è stato rivolto anche alla stampa cittadina, alle televisioni, ma
forse non hanno ritenuto utile dare una adeguata divulgazione della manifestazione, ma TUTTI - o quasi - l’hanno ritenuta una perdita di tempo mentre  per i così detti politici nostrani è stata una occasione per defilarsi da promesse mancate o dall’assumere impegni al momento non ritenuti UTILI!
   I pensionati sono sempre coloro che in modo maggiore pagano le crisi economiche, non avendo più la capacità  contrattuale per la loro prestazione che non c’è più!

   Basti considerare all'introduzione della nuova moneta con un cambio da suicidio, agli aumenti che vengono sempre disattesi, alle pensioni d’annata che sono ferme da tempo immemorabile, alle promesse mancate di offerta di servizi, ed ecco che i pensionati si trovano in una situazione di stallo, o per dirla chiaramente in “ un cule de bag!†.

   Vi è da riscontare come in oggi i pensionati sono divi ed ingannati!

   Anche alle ultime regionali sono stati giocati dalla politica: basti pensare che alla formazione collocata nel centro sinistra è stata contrapposta una formazione nel centro destra ( 0,3%)….. presentata come sembra con la raccolta di firme avventurosa ( esiste un procedimento ed una corposa indagine in corso…..) per cadere in quel giochetto sporco ed ingannevole voluto dalla politica dei GRANDI, per cui i pensionati sono stati  giocati non solo dopo le elezioni, ma pure prima e durante la competizione elettorale, gli uni asserviti ai “ guelfi†e gli altri ai “ ghibelliniâ€.

   In questa condizione i pensionati non avranno mai il peso per rivendicare alcunché, ma dovranno attendersi solo atti di carità da chi governa non avendo rappresentanza propria.

   Vado da tempo dicendo che il PARTITO PENSIONATI dovrebbe essere come l’acqua: insapore, inodore ed incolore, che attende quel contenitore giusto che ne raccolga le istanze.

   Cosa ci attendiamo dal presidente BURLANDO, col quale siamo alleati e che seppur non in modo determinate abbiamo contribuito a far vincere?

   Come regione Liguria vorremmo i giusti finanziamenti a sostegno delle disabilità, una maggiore attenzione alla salute dei pensionati col raccorciare le liste di attesa, attuazione di  una seria  politica sanitaria di prevenzione, abolizione di ogni forma di ticket sia per le medicine che per gli accertamenti diagnostici, gratuità di trasporto per gli over 65 e per i disoccupati.

   Molte altre potrebbero essere le attese, ma i pensionati nei dibattiti ci hanno fatto emergere quel senso di responsabilità, merce rara nei nostri politici.

   Quante sono le cose nascoste agli occhi della gente!

   I costi delle missioni di pace in assetto di guerra, i rimborsi elettorali che partiti morti e sepolti o non più rappresentati continuano a percepire ( MARGHERITA, UDEUR, AN, RIFONDAZIONE COMUNISTA, I COMUNISTI ITALIANI….), le carriere di magistrati e boiardi di STATO, i costi della politica che lievitano di anno in anno……

   Sono  stanchi di sentire continuamente blaterare, e poi tutto cambia con gattopardiana finzione…..

   L’augurio è che i nostri pensionati sappiano cogliere finalmente il distinguo tra PATRONATI, SINDACATO, E PARTITO!

   PURTROPPO NON ABBIAMO MOLTO SPAZIO PER SPIEGARE CHE :
• IL PATRONATO SI AVVALE DELLE LEGGI ESISTENTI ED OFFRE UN SERVIZIO CON RIFERENTO A QUESTE;
• IL SINDACATO HA CESSATO LA SUA FUNZIONE NEL MOMENTO IN CUI SI SMETTE DI LAVORARE E SI E’ ESPULSI DAL CIRCUITO PRODUTTIVO;
• IL PARTITO HA LA FUNZIONE ED IL COMPITO DI CAMBIARE LE LEGGI E LE NORME IN ATTO SUPERATE ED INUTILI, E QUI E’ LA GRANDE DIFFERENZA CHE I PENSIONATI NON SANNO COGLIERE

La nostra è una missione didattica improba, per cui siamo fiduciosi che vi
siano persone oneste intellettualmente che vogliano cogliere il nostro messaggio inserito nel nostro programma politico:
• SEPARAZIONE PREVIDENZA DALL’ASSITENZA,
• REVERSIBILITA’ SENZA RIDUZIONE,( col 60% del reddito il 100% delle spese? Follia)
• NON CUMULABILITA’ DEI REDDITI DA PENSIONE TRA I CONIUGI PENSIONATI, SEPPUR DERIVANTI DA DUE MINIME PENSIONI INPS,
• NON LIMITAZIONE PER L’ACCESSO ALLA PENSIONE DI INVALIDITA’ DEL LIMITE DEI 65 ANNI..
Su face book, aderendo al GRUPPO FEDERAZIONE PENSIONATI, vi è
per esteso il nostro programma completo!
   Per venire alla nostra regione, vorremmo che i 1000 ( sic!!!) sfitti di ARTE entrassero nel circuito cittadino per offrire agli indigenti – e tra questi molti sono i pensionati – un tetto sicuro e calmierato, che si creassero opportunità per i figli ed i nipoti, che la politica ritornasse al concetto di servizio nel segno della battaglia politica in difesa dell’interesse comune.
   I pensionati non sono egoisti, ma con la loro esperienza possono offrire un contributo determinante.
   La C.G.I.A.A. di MESTRE, ha stimato il valore dei pensionati nella nostra economia, ben 50 miliardi di€……….pensate e 2 diconsi 2 finanziarie PESANTISSIME!
   Non dico che bisogna ritornare ai tempi della “ agoràâ€, ma ripristinare la politica del cuore sotto la guida di una giusta ragione con in mano il libro sacro della nostra REPUBBLICA : LA COSTITUZIONE!

       FEDERAZIONE PENSIONATI
       ( dr. Giacomo BERTONE)

BP troppo propensa all'avidità - Dovrà cambiare in profondità strategia, umanizzandola

In questo clima di diffuso disinteresse, si consolida giorno dopo giorno una delle tragedie umane più gravi degli ultimi anni. Quanto avviene nel Golfo del Messico infatti, pur attutito dalla reazione apatica di un’opinione pubblica comprensibilmente concentrata sugli effetti della crisi economica corrente, non può e non deve esimerci da alcune considerazioni di fondo. Soprattutto perché le ricadute di questo danno vanno ben oltre le scontate ripercussioni sull’ambiente, visto che incidono in profondità sulle dinamiche sociali ed economiche. Quanto avvenuto evidenzia l’alterazione del rapporto fra la società e la sua funzione economica, per effetto della quale si sono moltiplicati i germi di un malcostume comportamentale che ha consentito a pochi di far correre rischi enormi a tanti.
Non è un caso infatti, secondo autorevoli commentatori, che quanto capitato alla piattaforma Deep Water Horizon, sia riconducibile alle politiche aziendali della BP, che ha alzato la posta nel corso degli ultimi anni, accettando di aumentare a dismisura i rischi, pur di ottenere benefici economici maggiori. La lista degli «incidenti» è lunga e sintomatica di una propensione all’avidità davvero eccessiva: nel 2003 esplose Texas City la cittadella del petrolio dove le autorità ispettive verificarono a posteriori  la presenza di oltre 700 violazioni delle misure di sicurezza, nel 2004 a Prudhoe Bay in Alaska si verificò la fuoriuscita di un milione di litri di petrolio per un prevedibile guasto tecnico riconducibile ad incuria, ripetuta pochi anni dopo lungo l’oleodotto Trans Alaska Pipe Line System; nel 2005 si danneggiò la piattaforma Thunder Horse per effetto del passaggio dell’uragano Dennis, ampiamente previsto, ma non idoneamente considerato, fino poi all’odierna tragedia del Golfo del Messico.
In tutti questi casi si pagò un alto prezzo in termini di vite umane, di esistenze stravolte e di danni sociali incalcolabili. Purtroppo sembra che questo genere di incidenti abbia assunto un carattere quasi fisiologico, come se fosse un prezzo che in qualche misura il nostro pianeta deve pagare al progresso ed alla crescita economica. Ed anche l’assordante silenzio della comunità politica americana come internazionale, ferme entrambe a mere condanne di facciata, si può tristemente iscrivere lungo il solco della rassegnazione verso un’epoca che sembra aver subordinato l’importanza dei danni causati dalla bulimia da utili finanziari, alla mistica della crescita economica ad ogni costo.
Il  paradosso della nostra era è che la dimensione economica  è diventata talmente autoreferenziale, da assumersi pure la briga di condannare la stessa BP, visto che l’unico prezzo finora pagato dalla società britannica è quello impostole dai mercati, che l’hanno punita severamente con un vistoso calo del suo valore azionario. Eppure, proprio per la continua manifestazione di simili eccessi e della loro relativa impunità, questo ci appare come il momento propizio per invertire la tendenza e cercare di rendere compatibili le attività economiche con alcuni principi basilari della fisica e dell’economia: la legge dell’entropia, i principi della termodinamica, la non rinnovabilità di molte risorse naturali ad esempio, che sono lì a dimostrare  come il nostro pianeta non sia in grado di resistere a lungo, se sottoposto a tali ritmi di avvelenamento continuato e di spoliazione sistematica.
Sono passati oltre cento anni dal quel giorno del 1908, quando l’inglese William Knox D’Arcy fondò l’allora Anglo Persian Oil Co., dopo il ritrovamento, per altro fortuito, di un giacimento di petrolio e quindici da quando il governo inglese completò la sua privatizzazione nel 1995, ma sembra che nulla sia cambiato nella propensione predatoria della gestione di un impresa che ricorda con i suoi metodi disinvolti quel capitalismo aggressivo di inizio Novecento, oggi per fortuna superato in molti altri settori già convertiti alla sua forma via via sempre più umana, conosciuta anche come Capitalismo Coalizionale.
Ecco quindi che, complice l’attuale crisi economica insieme epocale e di sistema, ci si presenta l’opportunità di riscrivere radicalmente gli assiomi del nostro modello di sviluppo, che oggi sappiamo non può prescindere da un più rigoroso impegno in termini di equità sociale e di rispetto dell’ambiente. In queste ore la BP tenta nuovamente di tappare la falla e speriamo tutti che ci si riesca definitivamente, ma per tornare ad essere credibile, dovrà cambiare in profondità la sua strategia umanizzandola: e proprio questa sarà la sua sfida più difficile.

Alessandro Leto

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