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Intervista al Professor Leto - Logica della destabilizzazione e passività dell'Occidente

In Somalia sono sempre più micidiali gli attacchi degli estremisti islamici Shabaab alla martoriata capitale Mogadiscio. Cosa vi è in gioco nel Corno d’Africa?
Lo abbiamo chiesto ad Alessandro Leto, esperto di politica estera, nonché collaboratore del nostro giornale.

I ribelli islamici dopo anni di attentati non sono ancora riusciti a rovesciare il governo somalo. Come mai?
«L’obiettivo degli Shabaab è quello di destabilizzare tutta l’area, e non tanto la conquista del territotorio in quanto tale, per arrivare poi a creare una federazione islamica che comprenda tutti i Paesi circostanti».

Risulta che tra i membri del gruppo Shabaab vi siano anche elementi di spicco provenienti dall’Afghanistan e dal Pakistan. La diffusione dell’islam radicale è dunque una realtà?

«Certamente. La milizia jihadista è abituata a combattere su tanti fronti diversi. Ciò che avviene in Somalia ha delle implicazioni internazionali in quanto, dal punto di vista sia geografico sia storico,
sappiamo che l’altopiano etiopico funge da barriera, per la parte d’Africa che è sempre stata cristiana e animista, al dilagare del jihadismo wahabita sunnita.
Quindi se per caso gli estremisti islamici riuscissero a destabilizzare completamente anche il regime etiopico, si potrebbero saldare al Sudan. Ossia lo Stato che ha fatto della sua milizia jihadista la culla di al Qaida che di fatto lì si è formata, anche dal punto di vista logistico e militare».

Cosa ha favorito il dilagare dei miliziani Shabaab in buona parte della Somalia?
«Dobbiamo capire che ci troviamo di fronte a una popolazione stremata, quella somala, e anche quella di confine. Penso al nord del Kenya, alla parte sudorientale dell’Etiopia e alla parte meridionale dell’Eritrea. Queste popolazioni, che vivono quasi sempre di pastorizia, sono stremate da una guerra civile ferocissima iniziata nel 1991. L’occupazione manu militari da parte degli Shabaab è accompagnata da un afflusso di soldi, forniti spesso da fondazioni caritatevoli dell’Arabia Saudita. I soldi sono usati per costruire moschee e per sfamare chi accetta la conversione all’Islam. Messaggio attraente per
popolazioni allo stremo».

Quindi l’Occidente dovrebbe mostrarsi più attivo nel far fronte ai bisogni delle popolazioni africane?

«Stati Uniti ed Unione europea sono colpevoli, in quanto non hanno sviluppato, con sostegni adeguati, progetti di sviluppo per l’Africa. Inoltre lasciando mano libera ai cinesi per quanto riguarda
la supremazia economica in Africa, abbiamo fatto un danno, perché l’esportazione del modello di capitalismo cinese rallenta l’affermazione della democrazia. La crisi nel Corno d’Africa la si può accoppiare, in termini di instabilità e insicurezza, a quella mediorientale. Vanno quindi affrontate insieme per combattere la folle logica della destabilizzazione».

Alessandro Leto

Solo la jihad può liberare il paese dalla sozzura ebraicaâ€

L’indottrinamento all’odio degli interlocutori per la pace di Emanuel Baroz
Solo la jihad può liberare il paese dalla sozzura ebraicaâ€

Quelli che seguono sono alcuni brani tratti dal sermone del venerdì mandato in onda il 16 luglio scorso dalla tv di Hamas “Al-Aqsaâ€.

È degno di nota il fatto che l’emittente di Hamas continua a trasmettere sul satellite Atlantic Bird 4A di Eutelsat. Il mese scorso, la tv Al-Aqsa era stata bandita dalla CSA (Conseil supérieur de l’audiovisuel), l’authority francese incaricata di garantire la libertà e la qualità della comunicazione audiovisiva, la quale aveva ha dato disposizione a Eutelsat di rimuovere il segnale della tv di Hamas dal satellite. Dopodiché la tv Al-Aqsa si è spostata su un’altra frequenza, anch’essa su Atlantic Bird 4A, e continua a usare la vecchia frequenza, da cui è stata rimossa, per trasmettere il canale Seraj Al-Aqsa, che manda in onda la stessa programmazione della tv bandita.

Predicatore: «Cari beneamati, la moschea di Al-Aqsa [a Gerusalemme] è sottoposta a una feroce campagna di giudaizzazione e di contaminazione per mano delle più sporche creature che siano state plasmate da Allah: gli ebrei. […] Oggi vediamo i fratelli delle scimmie e dei maiali che distruggono le case con gli abitanti ancora all’interno, che sradicano gli alberi dalla loro terra, che uccidono donne, bambini e anziani. […]

Un tributo di sangue sarà pagato per la moschea di Al-Aqsa. Il nostro popolo non abbandonerà mai la moschea di Al-Aqsa e la Palestina. Noi la redimeremo con le nostre anime, col nostro sangue, coi nostri figli, con ciò che abbiamo di più caro, senza badare ai sacrifici che dovremo sostenere, fino a quando sarà liberata, con la grazia di Allah, e fino a quando questa terra sacra sarà purificata dalla sozzura degli ebrei. […]

Fratelli nella fede, la moschea di Al-Aqsa permane sotto una tirannica occupazione. Gli ebrei continuano a insozzarla con la loro lordura. L’unico modo per liberarla è attraverso la jihad [guerra santa] in nome di Allah. […]
Oggi la jihad è un dovere individuale, che spetta a ciascun musulmano, uomo e donna. Secondo il principio giuridico islamico, quando un nemico invade una terra musulmana, la jihad diventa il dovere individuale di ogni uomo musulmano e di ogni donna musulmana. Il figlio deve dedicarsi alla jihad anche senza il permesso del padre, la moglie deve dedicarsi alla jihad anche senza il permesso del marito, il servo deve dedicarsi alla jihad anche senza il permesso del suo padrone.»

(Fonte: MEMRI, 27.7.10)


IDROTTINAMENTO AL MARTIRIO

Qui di seguito, alcuni brani tratti dal programma per bambini palestinesi “I pionieri di domaniâ€, andato in onda sulla tv di Hamas Al-Aqsa il 2 aprile 2010.

Nassur, l’orsacchiotto: “Cari bambini, quando saremo cresciuti diventeremo martiri, a Dio piacendo. […] Sì, Saraa, i pionieri di domani libereranno la Moschea di Al-Aqsa. I bambini, i pionieri di domani, e non solo la striscia di Gaza e la Cisgiordania, ma tutto il mondo, mia cara Saraa e cari bambini. […] Va avanti, gli ascoltati stanno aspettando…â€
Bambina in collegamento telefonico: “Chiamo dall’Olandaâ€.
Nassu: “Dall’Olanda, Wow!â€
Bambina ospite si Saraa in studio: Benvenutaâ€
Nassur: “Da dove, in Olanda, mio caro?â€
Saraa (conduttrice): “Saluti al nostro popolo in Olanda. […] Che cosa ti piacerebbe cantarci?â€
Bambina in collegamento telefonico: “Quando diventeremo martiriâ€
Nassur: “Avanti su, fatele coraggio, battete le maniâ€
Saraa: “Su, forzaâ€
Nassur: “Su, forzaâ€.
Bambina in collegamento telefonico (cantando, accompagnata dalle bambine in studio):
“Quando saremo martiri andremo in Paradiso
quando saremo martiri andremo in Paradiso
No, non dite che siamo troppo piccoli. Questa vita ci ha fatti adulti.
Senza Palestina la nostra infanzia non ha nessun significato.
Senza Palestina la nostra infanzia non ha nessun significato.
Anche se ci dessero tutto il denaro del mondo, non ci farebbero dimenticare
Sono pronta a sacrificare il mio sangue per il mio paese
Senza Palestina la nostra infanzia non ha nessun significato.
Senza Palestina la nostra infanzia non ha nessun significatoâ€.
Saraa: “Grazie milleâ€.
Nassur: “Un bell’applausoâ€.

(Da: Memri, 14.4.10)

Per vedere il filmato (con sottotitoli in inglese):
http://www.facebook.com/l/e2e8a0C-kibnx4wo7rij4yBLIAw;www.memritv.org/clip/en/0/0/0/0/0/0/2468.htm

La pagina di MERMI TV con filmati della tv Al-Aqsa (in inglese):
http://www.facebook.com/l/e2e8aLQA2e34xQRV-1R-mhg0gAA;www.memritv.org/content/en/tv_channel_indiv.htm?id=175

Si veda anche:

“Bambini, massacriamo gli ebreiâ€
http://www.facebook.com/l/e2e8a9F4zPAgBTVKaeR4GPlkv8g;www.israele.net/articolo,2623.htm

“Hamas usava bambini e ospedali come scudi umaniâ€
http://www.facebook.com/l/e2e8ajtZ9j8B2zOHgsx0Ol0KLMw;www.israele.net/articolo,2803.htm

Alla tv per bambini palestinesi, Israele non esiste

Alessandro Zaccaro 

Cassano e i bambini orfani di Haiti

Voglio intervenire su un argomento che negli ultimi  4-5 giorni ha avuto gli onori delle pagine importanti e delle locandine di tutti i quotidiani liguri, genovesi ed anche nazionali.  Il presunto abbandono di Cassano della Sampdoria ed il suo passaggio  alla Fiorentina, poi rientrato.  L’ho messo  in relazione alla quantità di notizie che riguardano ed hanno riguardato i bambini rimasti orfani ad Haiti a seguito del tragico terremoto.  Ho concluso con una, per me devastante, opinione dell’essere umano di oggi. 
Del giocatore fenomeno sampdoriano abbiamo saputo ogni virgola ed ogni più recondito pensiero, di lui e della vicenda (a toni tragici) migliaia di tifosi hanno espresso opinioni più disparate, chi pro, chi contro, chi possibilista chi fermo.
Ogni telegiornale ha fatto passare e rivedere il fuoriclasse  in ogni salsa, ad ogni ora.
Allora ho capito che per creare maggiore interesse internazionale sul dramma di Haiti e dei bimbi abbandonati, forse sarebbe necessario chiedere aiuto proprio a lui. Suggerisco allora  che ad ogni passaggio televisivo, il  giocatore, porti con se una maglia con la scritta “aiutiamo i bambini di Haiti† in questo modo, almeno  si potrà unire l’utile alla superficialità delle cose.
Suggerisco anche che, laddove vi siano situazioni sociali gravi con padri di famiglia e lavoratori che combattono la loro lotta per la sopravvivenza, venga aperto il servizio televisivo o giornalistico con almeno un riferimento alle vicissitudini del giocatore Sampdoriano.
Così facendo si otterrebbe l’attenzione mondiale anche sui problemi reali del paese Italia. Infatti, una Nazione il cui unico scopo è quello di capire i “perché†un giocatore abbia fatto o agito in un dato modo,  non può pensare ad essere una nazione moderna e attenta ai problemi reali e pertanto va aiutata.
Non ce l’ho assolutamente con Cassano, anzi, è un uomo corretto e attento che rispetto.
Mi fanno specie coloro che  costruiscono intorno ad una  banale decisione lavorativa poi rientrata, un castello di stupidaggini ricamando su ogni punto.  Forse  gli onori della cronaca (si dice così.. ) spetterebbero ai lavoratori e alle famiglie in grave difficoltà nel nostro Paese, a coloro che ogni giorno lottano per riuscire a sopravvivere nel mondo. A quei tanti bimbi di Haiti che, senza più nulla, si affidano solamente a volontari, avulsi dall’evento sportivo Cassano, ma che tutti i giorni intervengono e portano la loro opera per il bene del prossimo. 

Emanuele Mattiello

HAITI

C'è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace

Aiutiamoli !! concerto a Villafranca Verona .

La CMT Musical Actor Company in collaborazione con Eventi organizzano una serata di beneficenza a favore del Popolo di Haiti duramente colpito dal terremoto di pochi giorni fa.

Una grande serata di musica e spettacolo che vedrà la partecipazione di numerosi artisti veronesi uniti tra di loro in una importante gara di solidarietà.

Sul palco arrivano Enrico Nascimbeni, Gilberto Lamacchi, Deborah Kooperman, Carlo Facchini, Maler e Filippo Perbellini ed i Nuovi Cedrini. Presenta la serata Mauro Micheloni.
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